Desiderare più famiglia che la morte di Erode (riflessioni davanti al presepe)

di don Luigi Maria Epicoco

perez familiaNon sono le condizioni economiche o l'assenza di problemi a rendere una famiglia una buona famiglia. La forza di una famiglia risiede nelle relazioni. Quando le relazioni sono buone, tu puoi affrontare tutto, anche la povertà, anche Erode, anche un viaggio della speranza. Gesù nasce povero, ma ha tutto il necessario per poter vivere, ha Giuseppe e ha Maria. È povero di cose, ma non contano le cose, infatti magari noi abbiamo tante cose ma non abbiamo relazioni affidabili che ci aiutino ad affrontare senza angoscia la vita con i suoi Erode. Dovremmo desiderare più "famiglia" e meno morte di Erode, perché morto un Erode ne nasce un altro, ma se tu sei amato e voluto bene, troverai sempre una via d'uscita. Ma se tu non ti senti amato e voluto, nemmeno la morte di Erode placherà la tua rabbia, anzi lo rimpiangerai, almeno avevi qualcuno con cui prendertela. #dalvangelodioggi

L'Amore ci rende vulnerabili ( contemplando il presepe)

di don Luigi Maria Epicoco

L'Amore ci rende vulnerabili ( contemplando il presepe)
La cosa che colpisce di più delle parole di Simeone nel Vangelo di oggi, è quella veloce allusione alla sofferenza di Maria, "anche a te una spada trafiggerà l'anima...". Eppure tutto il resto del racconto è un trionfo di gioia, di compimento. Ma Simeone ha ragione, quando si ama qualcuno bisogna fare spazio anche alla possibilità di dover soffrire per quel qualcuno. L'amore ci rende vulnerabili. L'amore è il contrario di quello che cerchiamo di fare nella vita, cioè proteggerci. L'amore ci espone. L'amore mette la nostra umanità a nudo, senza protezioni. Ma non è incoscienza, è consapevolezza di una cosa più grande, e cioè che ciò che ci rende felici lo si misura non da quanto ci guadagniamo ma da quanto siamo disposti a perdere. #dalvangelodioggi

La mentalità di Erode (riflettendo davanti a Gesù Bambino)

di don Luigi Maria Epicoco

La mentalità di Erode (riflettendo davanti a Gesù Bambino)
Erode compie una strage di bambini nel tentativo di uccidere il piccolo Gesù. Il male diventa assoluto quando tocca l'innocenza dei bambini. E anche se il decreto di morte per quei bambini è assolutamente legale perché Erode era il re, quella strage rimane una strage ingiusta e assurda. Nel corso dei secoli abbiamo elaborato leggi e decreti che decidono la morte di migliaia e migliaia di bambini nel grembo delle loro madri, ma non basta dire che una cosa sia legale per poter affermare che sia anche giusta. Tutto il ribrezzo che ci fa Erode dovrebbe farci fare un grande esame di coscienza, ma non perché siamo cristiani ma semplicemente perché basta essere umani per accorgersi che uccidere un bambino anche solo nel grembo di una madre, rende la nostra società colpevole quanto Erode. Ma a tutto ciò si aggiunga l'orrore per quei bambini poveri rapiti e uccisi per commerciare organi, o rapiti e sfruttati sessualmente per arricchire qualcuno e soddisfare qualche orco. Oggi il Vangelo ci fa una domanda chiara: da quale parte stiamo? Dalla parte di Erode o di questi bambini? Allora chiediamo un po' di coerenza e nel nostro piccolo lottiamo anche noi contro la diffusa "mentalità di Erode".