Dolcificanti a basso costo (riflessioni davanti il presepe)

di don Luigi Maria Epicoco

Dolcificanti a basso costo (riflessioni davanti il presepe)
“Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!"”. Se il nostro parlare da cristiani corrispondesse pienamente a questa indicazione che ci viene dal Vangelo di oggi, certamente le nostre parole risulterebbero meno banali, meno contorte e più infuocate. Perché Giovanni parla solo dopo aver fissato lo sguardo su Gesù. La credibilità del nostro cristianesimo non è data innanzitutto da ciò che diciamo, ma su chi abbiamo fissato il nostro sguardo. Come cristiani abbiamo smesso di essere incisivi come Giovanni Battista per diventare semplici distributori di miele a basso costo. Siamo passati da essere “luce e sale”, ad essere quei dolcificanti sintetici che non avendo niente di reale, zuccherano le cose solo per suggestione psicologica. Se tornassimo a fissare lo sguardo su Cristo (anche solo nell’Eucarestia in adorazione), forse otterremo lo stesso dirompente effetto: “E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù”. Io non lo so se la gente sentendo parlare noi gli viene voglia di seguire Cristo o invece gli viene voglia di scappare. Perché la vera umiltà è sapere che noi siamo utili non quando ci mettiamo a rispondere alle grandi domande che le persone si portano dentro (“Che cosa cercate?”), ma quando non abbiamo paura di indirizzarle a Cristo, perché Lui è l’unica vera Risposta. ‪#‎dalvangelodioggi‬

Interiorità e semplicità: Buon 2017 a tutti

di don Luigi Maria Epicoco

Interiorità e semplicità: Buon 2017 a tutti

"Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore". Quando pensiamo a un nuovo anno che si affaccia davanti alla nostra vita, forse la cosa che ci viene più spontanea domandare è la forza per poter affrontare tutto ciò che ci aspetta di bello o di brutto. Ma il Vangelo di oggi ci suggerisce un'alternativa, un dono che oserei dire essere più importante della stessa forza, o che ne è la vera fonte: un cuore. Ma non intendo il cuore come un serbatoio di buoni sentimenti, ma un cuore come un'interiorità capace di farci rendere conto di ciò che ci accade. Infatti noi tendiamo a vivere tante cose senza però domandarci o comprendere mai il vero significato. L'interiorità è quel luogo dove le cose belle e le cose brutte vengono messe a "decantare", e (senza giocare troppo con le parole) proprio per questo a un certo punto cominciano a "cantare", cioè a rivelarci il significato nascosto. Il cuore, un pezzo di silenzio, la capacità di pregare raccogliendoci dentro noi stessi, ci rida' una vita non più fortunata, ma più significativa. È questo uso del cuore come Maria, la preghiera che dobbiamo imparare. E forse dai pastori dobbiamo prenderci la semplicità. A chi semplifica Dio si fa conoscere; a chi complica Dio rimane sconosciuto. Allora interiorità e semplicità!! Buon anno!! #dalvangelodioggi

Venne la luce vera, e le tenebre non l'hanno vinta (riflessioni davanti al presepe alla fine dell'anno)

di don Luigi Maria Epicoco

Venne la luce vera, e le tenebre non l'hanno vinta (riflessioni davanti al presepe alla fine dell'anno)

Quando si arriva alla fine (qualunque essa sia) bisogna sempre ripensare l'inizio. Sarà questo il motivo per cui l'ultimo giorno dell'anno la liturgia ci fa rileggere il prologo del Vangelo di Giovanni. Una pagina densa, affascinante ma anche a tratti oscura. Eppure riletta alla fine di un percorso diventa chiarissima. Infatti la gratitudine vera che dovremmo avere, non consiste nel dire grazie perché è sempre andato tutto bene, ma perché nonostante non sia andato tutto bene siamo arrivati alla fine, e in fondo al cuore abbiamo sempre saputo che c'era del bene anche quando attraversavano le tenebre. Senza questa fiducia irrazionale (nel senso che non veniva da chissà quale ragionamento, c'era e basta) non saremmo mai andati avanti, non avremmo mai messo il passo successivo. Credo che questa fiducia di fondo nella vita sia uno dei doni più belli che Dio ci abbia fatto. Questo prologo lo ha scritto nel profondo di noi stessi. In fondo a ciascuno di noi sappiamo che "venne la luce vera, e le tenebre non l'hanno vinta". Ecco un buon motivo per dire grazie oggi: non credere più alle tenebre perché non avranno mai e poi mai l'ultima parola. Potremmo perdere anche tutte le nostre battaglie, tutte, ma la buona notizia è che la guerra l'ha già vinta Lui per noi. #dalvangelodioggi