Avvisi nella terza settimana di Pasqua 2018

Avvisi nella terza settimana di Pasqua 2018
  • martedì alle 18 catechesi per Pia Unione, Caritas e Azione Cattolica; alle 20.45 presso la Parrocchia di S.Maria Maddalena (zona Roana) secondo incontro biblico sull'Evangelii Guadium e la Bibbia. L'incontro questa volta sarà animato dal nostro parroco. Appuntamento alle 20 davanti la nostra Chiesa per andare insieme
  • mercoledì alle 18 Parola da mangiare; alle 20.30 prove di canto 
  • giovedì alle 18 Adorazione
  • venerdì alle 18.15 Coroncina alla Divina Misericordia e Via Crucis
  • sabato alle 15.30 Prima Confessione

Tu vali! Vali a tal punto che sono morto per te

di don Luigi Maria Epicoco

Tu vali! Vali a tal punto che sono morto per te

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Mi piacerebbe che rileggessimo più e più volte queste parole del Vangelo di oggi. Le lasciassimo così scendere fin nel profondo del nostro cuore. A me creano sempre una profonda commozione. Sapermi amato a tal punto da sapere che Dio ha chiesto al proprio Figlio di sacrificarsi per me non mi lascia indifferente. La fede non è tanto credere delle cose su Dio, ma credere di più in noi stessi accettando di essere amati così per davvero. Ci svalutiamo troppo. Crediamo di più alla nostra tenebra che alla luce con cui siamo guardati: “ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie”. Ai nostri occhi è più credibile il bicchiere mezzo vuoto. Ci guardiamo quasi sempre con giudizio, con sensi di colpa e non riusciamo a cogliere invece lo sguardo che Dio ha su di noi. Uno sguardo che dice: “Tu vali! Vali a tal punto che sono morto per te”. Non ci dice questo per far nascere in noi gratitudini o sensi di colpa. Dio non ha bisogno dei nostri grazie, o delle nostre frustrazioni. Egli ha bisogno della nostra felicità. L’unica cosa che davvero dà gloria a Dio è essere felici. Perché l’unica cosa che appaga uno che ama è sapere che chi sta amando è felice. Per quella felicità darebbe via anche se stesso. E Dio lo ha fatto veramente. La memoria di questo crea dentro di noi una irresistibile gratitudine che la teologia chiama “eucarestia”. Tutte le volte che celebriamo l’eucarestia dovremmo celebrare questo mistero di gratitudine. Il mistero della Sua passione, morte e resurrezione è un mistero di amore non di mero sacrificio. E’ il mistero che ci ricorda che valiamo più dei nostri peccati, più delle circostanze difficili, più dei problemi che dobbiamo vivere, più delle situazioni che ci tocca affrontare. Valiamo non perché ciò è evidente, ma perché il Suo amore lo rende evidente. Dovremmo sempre vivere di conseguenza a tutto questo. #dalvangelodioggi

Andiamo al sodo: Gesù è Risorto. E' Lui il Signore!

di don Luigi Maria Epicoco

Andiamo al sodo: Gesù è Risorto. E' Lui il Signore!

La resurrezione di Cristo o è un fatto o non serve a nulla. Finché continueremo a pensare che la resurrezione è una questione simbolica, allegorica, allora faremo il gioco di tutti quelli che del cristianesimo si prendono la panna e buttano la torta. La nostra fede è basata su un fatto, non su una filosofia. E i fatti delle volte sono più grandi dei nostri ragionamenti. Davanti ai fatti ci si inginocchia e si adora un po' come le donne del vangelo di oggi: "Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono". È solo a partire da questo fatto che poi tutto vale la pena. Si diventa cristiani non innanzitutto per ragionamento ma per evidenza di fatti. Ma si sa che per noi è più facile negare la realtà pur di non farci mettere in discussione da ciò che accade davanti ai nostri occhi. Ecco perché fin dall'inizio c'è sempre stata la tentazione di imbrogliare, poiché ammettere qualcosa ci rende anche infinitamente responsabili. Gli anziani del vangelo di oggi, davanti a ciò che le guardie hanno visto preferiscono la via dell'inciucio alla via dell'ammissione dell'errore: "Dite così: "I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo". E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione". Ma il problema non è imbrogliare gli altri, il vero problema è avere il coraggio di fare i conti con sé stessi. Infatti ciò che rimane del tentativo di insabbiare il fatto della resurrezione di Cristo non è il dubbio, ma una immensa processione di persone che con quel fatto si sono dovuti confrontare, lottare. Infatti il cristianesimo si regge o cade davanti a questo fatto. Non si è cristiani semplicemente perché si condividono le idee di Gesù, ma perché si crede che Egli è veramente risorto. Ma poter affermare questo è un dono, più ancora che una convinzione. È il dono di riconoscere in un fatto l'opera straordinaria di Dio che ha liberato il Figlio dalla morte. È il dono di poter dire "Gesù è il Signore". #dalvangelodioggi

La settimana di Passione inizia con la paura.

di don Luigi Maria Epicoco

La settimana di Passione inizia con la paura.
Come si fa a giustificare una violenza? È molto semplice bisogna suscitare una paura più grande che giustifichi l'intervento di quella violenza. Questo è il tema del Vangelo di oggi: ""Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione"". La paura dei Romani è una buona giustificazione per accettare di uccidere Gesù. Accade sempre così: la paura del male ci trasforma in malvagi. È un brutto affare la paura perché tira fuori di noi il peggio. Chi ha paura è sempre manovrabile, forse sarà per questo che nella Bibbia è scritto 365 volte di "Non aver paura", quasi a voler dire che per ogni giorno dell'anno Dio ci rassicura. Liberi dalla paura possiamo volare alto. Vittime della paura possiamo tornare a crocifiggere Cristo stesso. "Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo", e così il Vangelo di Giovanni ci ha descritto tutto il percorso interiore che portò alla decisione della morte di Cristo. Il diavolo cavalca la nostra paura a tal punto da farci diventare ciò che non vorremmo mai essere. La paura ci fa tradire come Pietro e Giuda. La paura ci fa uccidere come i capi dei sacerdoti e il popolo. La paura ci fa lavare le mani come Pilato. La paura è la causa materiale di ogni Passione. La paura è il primo chiodo di ogni croce, soprattutto la nostra. Ma la paura è anche la cosa più umana che esista. Il vero problema non è avere paura ma darle ascolto. La libertà che ci ha donato Cristo non è quella di non avere paura, ma quella di poterle disubbidire, di poter fare altrimenti, di poter agire contro di essa. Anche Gesù ha avuto paura, e il Vangelo non ci censura questa paura perché nessuno si senta strano quando gli capita di sentirne il peso e la morsa amara. Il problema non è la paura. Il problema è tutta la manipolazione che ne può scaturire quando non si hanno i mezzi per disobbedirle. #dalvangelodioggi