In cammino verso la Nascità di Gesù: tutti abbiamo speranza perchè siamo amati!

di don Luigi Maria Epicoco

In cammino verso la Nascità di Gesù: tutti abbiamo speranza perchè siamo amati!

“In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui”. Se dovessimo parlare in termini di merito, dovremmo dire che Giovanni Battista è in pole position per coerenza, autenticità, radicalità, affidabilità e chi più ne ha più ne metta. Ma il regno di Dio non è questione di meriti, ma di misericordia. Cioè il regno di Dio è sapersi amati “gratuitamente”, “senza alcun merito” da Dio. La nostra forza non consiste più nel riuscire ad essere il top come uomini, ma nel lasciare che Dio ci ami fino in fondo. E solo se Dio ci ama fino in fondo poi magari potremmo anche cercare di restare il più umani possibile. Giovanni il Battista è migliore in termini umani, invece il più piccolo nel regno di Dio è reso buono dal fatto che è amato da Dio nonostante non lo meriti affatto e nonostante anche i grandi errori che ha potuto fare nella vita. In questo senso c’è speranza per noi tutti, perché magari fossimo un po’ come Giovanni Battista, ma ahimè noi siamo di quelli che fanno tanti buoni propositi e poi alla resa dei conti hanno fatto solo danni. Ma il regno di Dio è un po’ come sapere che nostro padre o nostra madre ci amano non perché prendiamo dieci a scuola ma anche quando veniamo bocciati. Si è forti di un amore, e non di risultati che molto spesso non riusciamo ad ottenere. Il regno di Dio è dono. Ma detto questo non bisogna dimenticare che il valore e il ruolo del Battista sta in una cosa essenziale: “è lui quell’Elia che deve venire”. Cioè è lui il segno più chiaro che indica il Cristo. Giovanni Battista più di tutti ha indicato e preparato la venuta del Cristo. Il suo battesimo di conversione serviva a disporre i cuori all’incontro. Perché è sempre valido quello che scriveva Sant’Agostino: “temo che Dio passi nella mia vita e io non me ne accorga”. La conversione è fare in modo di accorgersi di Gesù che passa. Convertirsi è fare il nostro possibile per non mancare l’incontro. #dalvangelodioggi

N.B. ci raccomandiamo di preparare per tempo il presepe, anche se piccolo non importa, l'importante è il segno, quindi impegnamoci, con semplicità a prepararlo dignitosamente in casa.

Riflessione settimanale: Siamo figli amati a prescindere

di don Luigi Maria Epicoco

Don luigi, nella riflessione odierna ci esorta a non essere tristi quando ascoltiamo il 'silenzio' di Dio, quando le nostre preghiere rimangono inascoltate. Ricordiamo di essere figli amati dal Padre, sempre. In questo modo manteniamo attivo il nostro metabolismo spirituale, come un buon atleta che non smette di allenarsi, così anche la nostra preghiera ci permette di fidarci, sperare e amare, sempre!

“In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai”. Che detto a noi che viviamo cronometrando anche ogni singolo frammento di esistenza, nel tentativo di ottenere il massimo risultato con la minor fatica, ci fa entrare in crisi. Una delle caratteristiche della vita spirituale deve essere l’ostinazione. La vita di preghiera deve farci sviluppare un carattere davvero volitivo. In fondo se uno va a partecipare alla maratona di New York con l’intento di recuperare il sonno forse non ha molto chiaro che in una maratona non si dorme, ma si corre, si suda, si fatica, ci si stanca. Eppure dalla preghiera noi cerchiamo più l’effetto “morfeo”, che l’effetto “tempra” a cui effettivamente serve. Raccontando così la storia della vedova insistente, Gesù non ci dice che dobbiamo convincere Dio stancandolo, ma che dobbiamo allenarci a pregare anche quando ci sembra che Dio non ci ascolti o che le nostre preghiere non servono a niente. In fondo lo sport non serve innanzitutto a vincere ma a contribuire alla salute del corpo. Così è anche della preghiera, non serve solo ad essere esaudita ma a far crescere in maniera generale la nostra capacità di fidarci, di sperare, e di amare. Ben vengano allora anche le vittorie, sapendo che però fondamentalmente non siamo dei disperati che devono essere ascoltati, ma dei figli che sono amati sempre. #dalvangelodioggi