Marcellino di Embrun

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Il santo di oggi era un prete originario dell’Africa romana. Nel IV secolo sbarcò in Gallia insieme ai compagni Vincenzo e Donnino (santi anche loro) per evangelizzare la regione oggi nota come il Delfinato. La base di Marcellino fu la città di Embrun. All’inizio costruì un oratorio sulla rupe che sovrastava l’abitato. Poi, quando il numero dei cristiani si accrebbe, fu la volta di un vera e propria chiesa nel centro cittadino. Dentro tale chiesa c’era una fonte battesimale che si autoalimentava e le cui acque avevano proprietà taumaturgiche miracolose. Il fenomeno rimase per secoli, tanto che ancora nel VI lo descriveva come attuale lo storico s. Gregorio di Tours. Fu s. Eusebio, vescovo di Vercelli, a consacrare Marcellino vescovo di Embrun. Quest’ultimo, come Eusebio, contrastava gli eretici ariani e a un certo punto fu costretto a scappare per sottrarsi alleminacce di costoro. Si rifugiò fra le montagne e veniva clandestinamente in città di tanto in tanto per incoraggiare il suo clero e i fedeli. Morì nel 374. Nell’VIII secolo le sue spoglie furono portate a Puy per sottrarle alle incursioni dei saraceni. Ma quel che non poterono questi ultimi lofecero i giacobini, che nel 1792 distrussero le sue reliquie.
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