Baudilio di Zamora

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La persecuzione detta di Diocleziano indusse i cristiani, per un certo tempo, a contare gli anni dall’inizio dell’impero del grande persecutore. Il quale, va detto, fu, politicamente parlando, davvero un grande imperatore. Dei cristiani, inizialmente, non gli importava granché. Fu il suo vice, Galerio, a istigarlo usando il sistema che aveva ben funzionato con Nerone, l’incendio. In due riprese il palazzo imperiale di Nicomedia, sede di Diocleziano, prese fuoco, e la colpa fu fatta ricadere sui cristiani. Scattò così la grande persecuzione, che venne applicata più omeno duramente nei vari luoghi. Il collega occidentale di Diocleziano, Massimiano, si rimboccò lemaniche e le zone di sua competenza vennero letteralmente inondate di sangue. Nell’anno 288 subì il martirio l’ispanico Baudilio, a Zamora. In questa città sono ancora oggi custodite le sue reliquie. Gli spagnoli lo chiamano san Boal. Bisogna stare attenti a non confonderlo con un altro s. Baudilio, che è in realtà s. Baudolino, protettore di Alessandria (nei documenti viene chiamato anche Baudilio). Attenzione anche a tenerlo distinto da s. Baudelio, un eremita che venne assassinato in una foresta nei paraggi della francese Nîmes in un’epoca imprecisata.
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