Nostra Signora di Napoli

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Il gioco «palla-e-maglio» è antichissimo, lo giocavano i Romani ed è antenato dei moderni baseball, tennis, cricket, golf, pelota, squash, badminton. Il quartiere londinese di Pall Mall gli deve il nome. Gli antichi vi si appassionavano come e più di oggi, e non di rado ci si giocava a soldi. Era giusto un lunedì di Pasqua («pasquetta» e, liturgicamente, «lunedì dell’Angelo» o «in albis» per via dei paramenti bianchi) a Napoli, nel 1450, quando un giocatore scagliò la palla (di legno) dove non doveva. Aveva perso e, allora come oggi, se l’era presa coi Numi. Cioè, con l’edicola sacra che stava sulla strada. Il Nume più vicino era la Madonna e questa si beccò la palla in faccia, molta stizza e una bestemmia. Ma da quel volto sgorgò del sangue. Gli astanti, alla vista del prodigio, diedero addosso all’incauto, il quale (un ragazzo) venne subito impiccato a un ramo d’albero. Tuttavia la Madre di Dio, pietosamente, fece subito cedere quel ramo e l’impiccato cadde a terra illeso. La giustizia umana mandò assolto il blasfemo, perché aveva agito fuori di sé. L’immagine miracolosa si produsse, col tempo, in altri miracoli e nel 1593 le fu innalzato attorno il santuario della Madonna dell’Arco, poi divenuto celebre.
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