Le Palme

  • Santi

Sei giorni prima della sua esecuzione, Gesù fa il suo ingresso trionfale in Gerusalemme. Cavalca un asino. Il segno è chiaro e gli astanti capiscono perfettamente: un re bellicoso entrava in una città conquistata a cavallo, ma se aveva intenzioni pacifiche montava un asino. I discepoli gettano davanti a Lui rami di olivo (pace) e di palma (vittoria). Il loro entusiasmo contagia tutti e anche i bambini si uniscono al coro degli «Osanna!». I sinedriti e i farisei hanno capito perfettamente anche loro e pretendono che Gesù faccia smettere il plauso corale. Ma Gesù risponde che, se la gente tacesse, griderebbero le pietre. Che cosa intende? Può darsi che si tratti di una metafora per indicare che la Città Santa sta aspettando da sempre il Figlio di David. Ma può anche darsi che sia una minaccia molto più concreta: le pietre «gridanti» potrebbero essere quelle che il popolo infuriato si metterebbe a tirare addosso a sinedriti e farisei. Strana posizione, in verità, quella di questi ultimi. Da sempre attendono un Messia che li liberi dai dominatori del popolo ebraico (che adesso sono i Romani), ma nel contempo temono la reazione di Roma (sarà questo, infatti, il motivo per cui faranno arrestare Gesù qualche giorno dopo). Mah.
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