Leobino

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Sesto secolo, Gallia. Leobino faceva il mandriano nel Poitou ed era analfabeta. Un giorno chiese a un monaco di insegnargli a leggere e quello, non avendo dove scrivere, gli incise l’alfabeto sulla cintura. Leobino si fece poi monaco e fu incaricato di suonare le ore. Ma lui voleva studiare e consultò un eremita, s. Avito, il quale gli consigliò di cambiare monastero. Si diresse verso Lérinsma incontrò uno che ne era venuto via e, insiemea lui, andò nella diocesi di Lione, presso il vescovo s. Lupo. Ma Lione era la capitale dei burgundi e nel 534 i franchi la invasero. Leobino venne torturato perché rivelasse dove i monaci tenevano gli oggetti preziosi. Riuscì a cavarsela e a recarsi presso s. Avito, alla morte del quale si fece eremita a Charbonnières. Eterio, vescovo di Angers, gli affidò un monastero. Quando Eterio morì, il re Childeberto nominò Leobino vescovo al suo posto. Ma dovette ricorrere a uno stratagemma per convincerlo: gli chiese di accompagnare in cattedrale quello tra i suoi monaci che lui considerava più degno dell’episcopato. Giunti sul luogo, Leobino venne praticamente costretto ad accettare. Il santo guarì il prete Caletrico (che poi gli successe) ungendolo con l’olio santo. Leobino morì tra il 552 e il 556.
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