Riflessioni

L'abbraccio della Croce, questo è il Cristianesimo (Riflessioni di metà Quaresima)

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di don Luigi Maria Epicoco

C'è dentro di noi una voce, una menzogna che ci fa sentire sempre il dito puntato addosso. E' una voce che racconta la nostra storia trasformandola sempre in una grande accusa. Così tutto diventa solo un'immensa corsa a trovare il colpevole. E' colpa mia, oppure di mio padre, o di mia madre, delle circostanze, del mio fisico, di quello che mi è successo, di quella situazione. Vivere una vita sotto accusa significa vivere una vita tentando di trovare solo qualcuno con cui prendersela. Ma questa non è vita, è inferno. E' la voce dell'Accusatore, è così che lo chiama l'Apocalisse. A questa voce Dio risponde con il Figlio: "Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui". Lasciarci trasformare dal Vangelo significa imparare a disobbedire a questa voce dentro di noi. Significa smettere di voler trovare colpevoli, e mettersi a cercare invece un significato. In Gesù noi questo significato lo abbiamo trovato, ma non è facile per noi consegnarci a qualcuno che non ci punta il dito ma allarga le braccia. Per non chiudere mai questo abbraccio Gesù si lascia inchiodare sulla croce. La croce è un abbraccio che non vuole mai smettere di esserlo. Il cristianesimo non è il culto della croce, ma di questo abbraccio. E se noi ci riconosciamo nel segno della croce è solo perché ci ricorda questo Amore irreversibile con cui Dio ci ha amati. Gesù non è salito in Croce per farci sentire in colpa, ma per ricordarci quanto siamo amati. #dalvangelodioggi