Antifone "O" - 20 dicembre

  • Liturgia

 

O Chiave di Davide, scettro della casa d’Israele,
che apri, e nessuno può chiudere,
chiudi e nessuno può aprire: (Is  22,22)
vieni, libera l’uomo prigionieroche giace nelle tenebre
e nell’ombra della morte. (Sal 106,10)

La decadenza della stirpe davidica suggerisce che Dio rimane il solo Signore di Israele.
Che cosa è avvenuto dei titoli universali attribuiti ai re da certe liturgie, cosiddette di intronizzazione, titoli dei quali troviamo un’eco in alcuni salmi (Sal 2; 71; 109)?
Avranno esercitato qualche suggestione un tempo, ma i libri storici ci dicono che questi re si sono per lo più resi colpevoli di rinnegamenti e di debolezze (2Re 17,7-19).

Solamente due re di Giuda ricevono piena approvazione (2Re 18, 3-6; 22,2).

Quanto ai re d’Israele, un giudizio nei loro riguardi ricorre insistente come un disincantato ritornello:“E fece ciò che è male agli occhi del Signore”. Davide stesso non è forse caduto anche lui nel peccato? Non parliamo poi degli ultimi anni del suo regno…
Ciò non toglie che “a causa di Davide… ci sia sempre una lampada dinanzi a Dio in Gerusalemme” (1Re 11,36; Sal 88). Il mandato, i titoli ricevuti, le promesse divine vengono così trasmessi alle successive generazioni.
La Chiave di Davide e lo scettro appartenente alla sua stirpe vengono trasferiti con un atto di solenne rinnovamento ad alcuni uomini che per la loro reputazione e la loro fedeltà sono staffette che portano la fiaccola della Luce messianica (Is 22,15-25).

(Robert Gantoy e Romain Swaeles, benedettini dell’Abbazia di Saint-André de Clerlande, Belgio)

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