L'Immacolata Concezione di Ferentino

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L'Immacolata Concezione


di Alberto Cedrone (da: La Parrocchia dono di Dio, Sant'Agata, 1947-1972, Casamari 1972)

Il Simulacro dell'Immacolata Concezione venerato nella Chiesa di Sant'agata, in cartone romano artisticamente modellato, risale al 1854. Fu commissionato dai religiosi che officiavano la chiesa in occasione ed a ricordo della proclamazione del Dogama dell'immacolata Concezione di Maria fatta dal papa Pio IX. La Statua, bellissima ed espressiva, venne benedetta l'8 dicembre 1854 dal vescovo Mon.s Bernardo Maria Tirabassi (1845-1865), nel corso di una cerimonia solenne alla quale fu tale la partecipazione di autorità e popolo fedele e devoto , che la "Civiltà Cattolica" si sentì in dovere di farne particolare menzione a pag. 107 del nono volume - Il ser. - dell'anno 1855.

E mentre la città capitale del mondo cattolico era così per molti giorni tutta intenta ad onorare Maria Immacolata, le altre città dello Stato Pontificio presaghe del fausto avvenimento celebravano in special guisa la festa dell'8 dicembre.
Il Vescovo poi di Ferentino Mon. Bernardo Tirabassi, con felice pensiero, avuta approvata una professione di fede del domma definito, faceala emettere dal clero e dal popolo di sua diocesi. Ma basti il detto fin qui: chè troppo lungo sarebbe il descrivere partitamente le varie guise con cui i popoli pontificii diedero in questi giorni le più solenni prove della loro divozione alla Vergine Immacolata. In altro quaderno ci sarà dolce il ritonare ancora sopra quest'argomento, e specialmente il ricordare queste feste che in tutte le altre parti della cristianità già si fecero o si stanno facendo, per celebrare quell'avvenimento che da più secoli tutti i divoti della Vergine, cioè tutto il mondo cattolico, attendevano ed affrettavano con tanti voti e con tante suppliche alla Santa Sede Romana.

La devozione alla Madonna è rimasta immutata nel secolo trascorso ed è tuttora grande e sincera nel Borgo e in città. Anche la statua dell'Immacolata fu vittima della guerra e rimase sepolta sotto le macerie della chiesa.

Subì qualche danno che, unito al naturale logorio dell'età richiese un'improrogabile e notevole opera di restauro che durò tre mesi nel corso dell'anno 1953. (accanto una foto del giorno della partenza per Roma)
Il restauro fu eseguito a regola d'arte dalla ditta Rosa e Zanazzi di Roma su richiesta del parroco don Romanò.

Nel 1954, in occasione dell'Anno Mariano indetto con Lettera Enciclica "Fulgens Corona" dal papa Pio XII a ricordo del I Centenario della proclamazione del Dogma dell'Immacolata ed in cui lo stesso Pontefice proclamò la "Regalità di Maria", la statua venne solennemente incoronata "Nomine et auctoritate Summi Pontificis" dal vescovo Mons. Leonetti la sera del 7 dicembre nella Chiesa di Sant'Agata.