Estratto da VITA, MARTIRIO E CULTO DI S. AMBROGIO

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copertina-angelini-ristampa-1915(si ringrazia il Sig. Ambrogio di Tomassi per la consultazione digitale della copia)Testimonianza tratta da : P. Nicola Angelini della Compagnia di Gesù, “VITA, MARTIRIO E CULTO DI S. AMBROGIO CENTURIONE Protettore DELLA CITTA’ DI FERENTINO”, Ferentino, 16 agosto 1858. Ristampato a cura del Sig. Francesco Principali, Frosinone 1915.

PARTE PRIMA
DELLA VITA E DEL MARTIRIO DI S. AMBROGIO
Cap. XIII

I cristiani che frammisti agl’idolatri erano stati spettatori della gloriosa morte, venuta la notte raccolsero celatamente le preziose spoglie del martire, e dettero loro sepoltura; dove, non sappiam certo. Taluni dissero essere lui stato sepolto vicino al fiume, nel luogo ove fu poi la chiesuola detta della ferriera, e che soltanto circa un venti anni dappoi, quando già la Chiesa avea conseguito la pace e l’esercizio libero di sua religione per Costantino, fosse recato al cimitero cristiano, che era posto ne’ sotterranei di un oratorio, sacro forse fin d’allora a sant’Agata o alla Vergine dei dolori, come altri scrivono: ma quei che così scrissero sono del numero di coloro che credettero avere il santo compito il suo martirio nelle acque: la sentenza de’ quali omai più non reggesi. Gli altri che il dissero spento per la mannaia sotto la città, fecero ch’egli avesse tosto sepoltura nel detto cimitero: essendochè nell’oratorio di sant’Agata era una di quelle suburbane parrocchie, ove i cristiani anche ne’ tempi della persecuzione raccoglievansi di celato degl’idolatri a far loro prattiche di religione.
Ivi racchiuso il benedetto corpo con sentimento di pietà, ma senza verun culto esteriore, in breve giro di anni restò dimentico da ognuno, intanto che si perdè ogni notizia del luogo ov’era stato sepolto: e per cinque secoli appresso rimase colà satterra nascoso come il grano del frumento, che deve poi tornare alla luce rigoglioso e fruttifero.


PARTE SECONDA

DEI DISCOPRIMENTI E TRASLAZIONI DELLE SANTE
RELIQUIE DI S. AMBROGIO, E DI ALCUNI
PRODIGI PER ESSO OPERATI.
Cap. I

……Chi reggeva di que’ dì ( inizi del IX sec. d. C. ) la chiesa ferentinese, secondando gli esempi del pontefice romano ( S. Pasquale I ), si condusse ancor egli con alcuni del clero all’oratorio di s. Agata, e sceso nell’antichissimo cimitero, prese a fare le più diligenti ricerche: frutto delle quali si fu il rinvenire le spoglie mortali di s. Ambrogio centurione e martire. A quali segni riconoscesse il corpo del Santo, noi non sappiamo; perrocchè nessun monumeto ne giunse infino a noi.
Questo soltanto possiam dire con sicurezza di non errare: che l'urna dovette essere formata o almeno intorniata di grossi e larghi embrici ben commessi né' loro risalti, a fare che ne terra nè acqua penetrasse entro il chiuso; i quali di là tolti e recati insieme colle venerande reliquie a santa Maria, come vedremo, e da indi alla cattedrale, furono voluti serbare sempre al medesimo ufficio, come porzione del rinvenuto tesoro: ed anche negli ultimi discoprimenti furono le diverse urne trovate in mezzo di questi embrici che mostravano le tracce di quella venerata antichità. Inoltre rinvennero quella parte del cingolo militare ov'era la resta entro cui adattavano la lancia: e questa serbasi tuttavia sotto l'altare del santo in un colle altre reliquie.......


P. Nicola Angelini, D C. D G.
Ferentino, 1858