David Rini: La Cattedrale dei SS. Giovanni e Paolo ed il vescovado di Ferentino - estratto relativo a S.Agata

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David Rini: La Cattedrale dei SS. Giovanni e Paolo ed il vescovado di Ferentino

Università di Pisa Dipartimento di Storia delle Arti Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte a.a. 2007-2008 Storia dell’Arte Medievale Comparata nei Paesi Europei Prof. Valerio Ascani

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...Alla costruzione della chiesa cattedrale di Ferentino sono inoltre strettamente legate le vicende storiche delle reliquie del martire romano S. Ambrogio centurione, patrono della città. Da quanto sappiamo dagli Atti del martirio pubblicati (esiste ancora, presso la Biblioteca Vallicelliana a Roma, un breve manoscritto sulla vita e la passione del santo, cfr. Collezione manoscritti e codici della biblioteca Vallicelliana, S. Ambrosii Centuriensis, et Mart. Ferentini sub Diocletiano 16 Augusti vita et Passio, H 11 fol. 60; Benedetto Catracchia, Atti del martirio di Sant'Ambrogio Centurione, Latina, Tip. Artigiana, 1970), Ambrogio fu infatti ucciso durante la persecuzione dioclezianea (ossia tra il 303 ed il 304 d. C.) e le sue spoglie custodite dalla comunità cristiana ferentinate in una località, purtroppo mai identificata, in un’area extra urbana (cfr. Ambrogio Centurione patrono di Ferentino : agiografia, storia, arte, devozione, atti delle giornate di studio, 1-2 luglio, 1995, Centro di Studi Giuseppe Ermini, Ferentino, Bonsignori, 1998). Dopo l’affermazione definitiva del Cristianesimo del decennio successivo, però le reliquie del santo furono trasportate nella chiesa di S. Agata, dove rimasero almeno sino agli inizi del IX secolo. È infatti in questo periodo, seppure non si abbiano ulteriori informazioni in proposito, che i resti ambrosiani furono trasportati dall’oratorio di quella chiesa all’interno di quella di S. Maria Maggiore, edificata entro le mura presso la Porta Sanguinaria a sud-ovest della cittadina, avente probabilmente in quel periodo il titolo di cattedrale. Sempre secondo la tradizione, quelle ossa non avevano pace e si trovavano spesso scomposte in occasione delle periodiche ispezioni. Gli abitanti di Ferentino, in effetti, vollero interpretare questo segno d’invocazione per una nuova collocazione in una sede più dignitosa e quindi vollero edificare al martire un degno sepolcro proprio sui ruderi di quel tempio pagano dell’acropoli, non più attivo allora: la nuova sede del martire avrebbe definitivamente sancito la supremazia del cristianesimo sul paganesimo...

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La persecuzione dioclezianea lascia però a Ferentino un martire che sarà eletto patrono della stessa città ernica: S. Ambrogio centurione appunto decapitato nel 304. La comunità cristiana, che da quanto si sa si era presa cura di conservarne sia il luogo del martirio sia di sepoltura, lo riconosceva già nel IV secolo come suo protettore (cfr. Benedetto Catracchia, Atti del martirio di Sant’Ambrogio centurione, Latina, 1970; Centro di Studi Giuseppe Ermini, Ambrogio Centurione patrono di Ferentino: agiografia, storia, arte, devozione, Ferentino, Bonsignori, 1998). Le sue spoglie, com’è facile immaginare, avranno un ruolo determinante nella definizione del titolo della città come sede vescovile. Le spoglie del santo diverranno infatti il simbolo nel quale la comunità ferentinate si identificava, soprattutto in momenti di crisi, come anche uno strumento di identità cristiana utilizzato dall’autorità vescovile della città. La sede del vescovo per quanto è dato sapere troverà una sua definitiva collocazione soltanto nel 1108 presso l’acropoli. Prima di questa data si possono ancora seguire le varie tappe intermedie di quelle reliquie prima nella chiesa di Sant’Agata, in un’area ipogea. È molto probabile però che la translatio delle reliquie ebbe luogo durante le invasioni barbariche tra il quinto ed il sesto secolo d. C; forse a causa della pratica indifendibilità dell’area a valle verso il fiume Sacco. Con il progressivo affermarsi del potere pontificio, però, e la definitiva creazione del Patrimonio la provincia fu ricostituita amministrativamente e la città attivamente urbanizzata: è infatti alla fine del millennio che sembra essere stato trasferito il titolo della cattedrale da S. Maria Maggiore alla chiesa dei SS. Giovanni e Paolo sull’acropoli, ancora oggi cattedrale di Ferentino. …