Il primo sepolcro del Martire Ambrogio

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ingresso-esterno-criptaMolti di noi si domandano perchè durante la solenne processione del 1° Maggio a Ferentino la statua di S.Ambrogio fa delle soste, prima all'interno della Chiesa di S.Agata e successivamente all'interno della chiesa di S.Maria Maggiore. C'è un motivo storico valido alla base di questo evento annuale: queste due chiese hanno consevato in epoche diverse il corpo del martire Ambrogio.
Inizialmente S.Agata, subito dopo il martirio di Ambrogio: certo, non ci sono prove scientifiche (come documenti, lapidi ecc...)visto l'anno in cui i fatti sono avvenuti, basta la nostra tradizione orale che conferma quanto anticamente avvenuto.
Il luogo dove le insigni reliquie hanno sostato per oltre 500 anni (fino all'anno 824) era l'antico oratorio paleocristiano utilizzato come luogo di incontro dai primi cristiani per celebrare l'Eucarestia, il primo "Cemeterio" cristiano della città, ubicato subito fuori le mura.
Successivamente e con i secoli, il luogo è divenuto la cripta della nascente Chiesa di S.Agata, chiesa medioevale, come testimonia il campanile romanico.
Nel IX sec. il corpo del martire è stato portato in posto più sicuro, all'interno della città nella Chiesa di S.Maria Maggiore. Vi rimase fino all'anno 1108, quando fu traslato definitivamente nella Chiesa Cattedrale dei S. Giovanni e Paolo. (La sosta della processione del 1° Maggio in S.Agata)



Nel corso dei secoli il pavimento è stato rialzato e tutt'oggi possiamo camminare all'altezza dell'attacco delle volte a crociera. Su una parete di fondo è ben visibile una copertura di travertino per alcuni databile al II sec. d.c.essa rappresenterebbe un primo terrazzamento(ierone) predisposto per la prima costruzione realizzata in loco (un tempio e/o la prima chiesa di S.Agata).
posizione-crocifisso-cattedrale-1944Non sappiamo poi come la storia abbia potuto incidere sulla struttura di questo luogo ma di una cosa siamo certi: questo luogo ancora oggi esiste, la guerra non ce lo ha tolto, anzi anche il nostro Crocifisso durante l'ultimo bombardamento aereo del 1944 ha trovato in esso una valido rifugio e questo gli ha permesso di rimanere illeso ed integro fino a nostri giorni. Un articolo di giornale dell'epoca descrive il momento di commozione quando, alcuni giorni dopo i bombardamenti (giugno 1944), il Crocifisso è stato recuperato intatto dalla distruzione bellica ed insieme alle lacrime della nostra gente accompagnato su in Cattedrale e appeso nella parete sinistra che ancora oggi conserva dei deboli particolari.
Questo luogo accolse, anche se per breve tempo, il corpo di S. Pietro Celestino nel 1327 prima del suo definitivo spostamento nella Basilica di Collemaggio a L'Aquila.
Diversi autori locali come Benedetto Catracchia, don Luigi Romanò, tanto per citarne alcuni, erano convinti della necessità di una rivalorizzazione di questo luogo così importante per i primi cristiani.